Indicatore di legislatura: Plurilinguismo dei giovani


Estratto dall’obiettivo 7: in collaborazione con i Cantoni ci assicuriamo che siano rafforzati il senso di appartenenza, la solidarietà e la comprensione tra le regioni. Desideriamo continuare a promuovere la partecipazione culturale della popolazione e rafforzare la coesione sociale tra i gruppi linguistici, anche attraverso l’ulteriore sviluppo dello scambio scolastico tra le varie regioni linguistiche.

Significato dell’indicatore: il plurilinguismo è una caratteristica imprescindibile della Svizzera. In base alla Costituzione, le lingue nazionali sono il tedesco, il francese, l’italiano e il romancio. La promozione del plurilinguismo nonché della comprensione e degli scambi tra le comunità linguistiche sono principi fondamentali della politica linguistica svizzera. Conoscenze in più di una lingua sono importanti per vivere la diversità culturale e rafforzare la coesione interna del Paese. Le conoscenze linguistiche rappresentano inoltre una parte importante del capitale umano dell’economia svizzera, nella quale occupano un ruolo importante in particolare le lingue nazionali, ma anche l’inglese.
L’indicatore mostra la percentuale della popolazione residente tra i 15 e i 24 anni che parla una, due o più lingue nella vita di tutti i giorni. Sono considerate le lingue principali nonché le lingue parlate a casa e sul lavoro o nel luogo di formazione, senza escludere le lingue non nazionali (p. es. l’inglese, il portoghese o l’albanese).

Obiettivo quantificabile: il plurilinguismo riveste un ruolo importante nella comprensione fra le culture e le comunità linguistiche e costituisce un elemento di attrazione dell’economia svizzera. Le competenze linguistiche della popolazione sono in crescita, soprattutto fra i giovani, molti dei quali, quando sono in formazione, partecipano almeno una volta a un programma nazionale di scambio.

Commento

La quota di persone tra i 15 e i 24 anni che parla abitualmente più di una lingua è in aumento dal 2010. Nel 2018 tale quota era del 48%: il 34% dichiarava di parlare abitualmente due lingue, il 14% tre o più lingue. A parlare una sola lingua era quindi il restante 52%. Estendendo l’analisi all’intera popolazione residente emerge una tendenza analoga. Tuttavia la quota di persone che parla abitualmente due o più lingue (circa il 41%) è leggermente inferiore rispetto a quella dei giovani. Sono considerate la lingua principale e le lingue parlate a casa, sul lavoro e nelle sedi di formazione.

Il quadro è diverso se si considerano le lingue parlate solo al lavoro e nelle sedi di formazione. In effetti meno di un quarto dei giovani (22% nel 2018) parlava abitualmente più di una lingua. Questo dato non rimette in discussione le competenze linguistiche dei giovani; dipende tra l’altro dal fatto che sul posto di lavoro e nelle sedi di formazione i giovani parlano una sola lingua.

L’uso regolare delle lingue nazionali è uno dei fattori che permette la comprensione tra le regioni linguistiche. Nel 2018 il 14,4% dei giovani, cioè uno su sette, affermava di parlare abitualmente più di una lingua nazionale. Questa quota è rimasta invariata dal 2010. Si osserva una ripartizione e un’evoluzione simile nel complesso della popolazione residente.

La differenza tra le persone che parlano regolarmente più di una lingua e quelle che parlano abitualmente più di una lingua nazionale mostra l’importanza dell’immigrazione nelle pratiche plurilingue in Svizzera.

Gli scambi scolastici tra regioni linguistiche contribuiscono al plurilinguismo e favoriscono la comprensione tra le regioni. Nel 2018, 8488 alunni provenienti da tutti i gradi scolastici (da quello primario al secondario II) hanno partecipato a uno scambio di classi in un’altra regione linguistica della Svizzera. Più del 60% di questi alunni proveniva dal grado secondario I, e più di un quinto dalla scuola elementare. La maggior parte di questi scambi sono avvenuti tra regioni francofone e germanofone, mentre quelli con la Svizzera italiana, cui hanno partecipato 209 alunni, sono rimasti in numero ridotto. Questi dati riguardano però solamente gli scambi di classi svizzere o con scuole svizzere all’estero organizzati da Movetia, l’agenzia nazionale per la promozione degli scambi e della mobilità. Gli altri scambi di classi organizzati senza l’aiuto di tale organizzazione non sono stati presi in considerazione.


Tabelle

Metodologia

L’indicatore mostra la percentuale della popolazione residente permanente in età compresa tra 15 e 24 anni che parla una, due, tre o più lingue nella vita di tutti giorni. Per calcolare l’indicatore sono state combinate tra di loro le seguenti domande della rilevazione strutturale:

  • Qual è la sua lingua principale, ovvero la lingua in cui pensa e che sa meglio?
  • Quale o quali lingue parla abitualmente a casa/con i familiari?
  • Quale o quali lingue parla abitualmente al lavoro/nel luogo di formazione? (anche durante le pause, escluse le lezioni nelle materie linguistiche)

Per ogni domanda possono essere indicate più lingue. Sono considerate tutte le lingue, comprese le lingue non nazionali, come ad esempio l’inglese, il portoghese o l’albanese. Per calcolare l’indicatore, i dialetti sono assimilati alla lingua da cui derivano (p. es. lo svizzero tedesco è assimilato al buon tedesco).

I dati provengono dalla rilevazione strutturale, realizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST) dal 2010 nell’ambito del censimento annuale della popolazione. Si tratta di una rilevazione campionaria tra la popolazione residente permanente a partire da 15 anni che vive in un’economia domestica privata.

Definizioni

Fonti

Rilevazione

Contatto

Ufficio federale di statistica Sezione Ambiente, sviluppo sostenibile, territorio
Espace de l'Europe 10
CH-2010 Neuchâtel
Svizzera

Contatto

https://www.bfs.admin.ch/content/bfs/it/home/statistiche/temi-trasversali/monitoraggio-programma-legislatura/tutti-indicatori/indirizzo-politico-2-coesione/plurilinguismo-giovani.html