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L’accessibilità può essere misurata sulla base del numero di ore di apertura alla settimana o del numero di giorni di apertura all’anno. Mentre nel 2021 il numero di giorni di apertura è stato ancora influenzato dalle misure sanitarie legate alla COVID-19, lo stesso non vale per il numero di ore di apertura che rappresenta una settimana standard. Si attira l’attenzione sul fatto che in questa rilevazione non sono state considerate le ore o i giorni in cui le biblioteche hanno proposto un servizio «click & collect» quale soluzione durante il periodo di chiusura dovuto ai provvedimenti sanitari.
Nel 2021 le biblioteche sono rimaste aperte in media 25 ore alla settimana. Si osservano differenze notevoli a seconda del tipo di biblioteche: le Biblioteche scientifiche hanno avuto in media una durata di apertura settimanale di 42 ore, contro 16 per le Biblioteche pubbliche.
Con 32 ore di apertura alla settimana, le biblioteche situate nei Comuni nucleo sono rimaste aperte per una durata di due volte superiore a quelle situate nei Comuni di agglomerato (16 ore). Le biblioteche dei Comuni rurali sono rimaste aperte in media 11 ore alla settimana.
Queste differenze si riscontrano in parte anche nel numero di giorni di apertura: nel 2021 le Biblioteche scientifiche sono rimaste aperte in media per 206 giorni, contro 172 giorni per le Biblioteche pubbliche (media svizzera: 183).
Nel 2021 le biblioteche situate nella parte italiana del Paese sono rimaste aperte per il periodo minore, vale a dire in media 156 giorni, contro i 186 delle biblioteche nella Svizzera tedesca e i 181 di quelle nella Svizzera francese.
I fondi fisici di una biblioteca si compongono di vari documenti, come libri, giornali, stampati, spartiti, manoscritti, documenti pittorici, giochi, ma anche media audiovisivi su supporti analogici quali i DVD o i CD.
Nel 2021, nelle biblioteche erano conservati quasi 95,5 milioni di media fisici, gran parte dei quali nelle biblioteche dei Comuni nucleo (ca. 87,8 mio. di unità) e la maggior parte nelle Biblioteche scientifiche (ca. 79,5 mio. di unità). Queste ultime custodiscono quindi in media circa 170 000 documenti ognuna, ovvero circa il decuplo (poco meno di 16 000 di quelli custoditi in una Biblioteca pubblica).
Circa il 70% dei media erano costituiti da stampati quali libri, giornali, spartiti e lavori di fine studio. Le Biblioteche pubbliche custodiscono una quota di stampati (l’80,3% del fondo di documenti fisici) più elevata di quelle scientifiche (67,2%). Inoltre, la quota di stampati era superiore nelle biblioteche dei Comuni rurali (il 91,1% dei fondi) che nelle altre (l’84,9% nelle biblioteche dei Comuni di agglomerato e il 67,8% in quelle dei Comuni nucleo).
Oltre ai fondi fisici, le biblioteche possono anche proporre dei fondi digitali in vari formati, in particolare e-book, giornali o periodici elettronici, banche dati o media elettronici audiovisivi. Sono presi in considerazione solo i documenti che fanno parte del budget di acquisto della biblioteca. In effetti, alcune biblioteche possono anche possedere media elettronici al di fuori del budget di acquisto, come ad esempio dei documenti digitalizzati dalla biblioteca stessa. Tali media non sono quindi conteggiati a questa voce della statistica.
Le percentuali seguenti riguardano le biblioteche principali. Le eventuali altre biblioteche (annesse e/o mobili) che le compongono hanno solitamente accesso agli stessi documenti elettronici. Nel 2021 la maggior parte delle biblioteche principali disponeva di e-book (61,8%), media elettronici audiovisivi (58,9%) e giornali o periodici digitali (56,0%). La percentuale di biblioteche che dispongono di e-book e media elettronici audiovisivi è in leggero aumento rispetto all’anno precedente, anche se non in modo statisticamente significativo (nel 2020 i tassi erano del 60,8% per gli e-book e del 56,9% per i media elettronici audiovisivi).
Nel 2021, un tasso maggiore di Biblioteche scientifiche (70,1%) rispetto alle quelle pubbliche (51,1%) offre giornali e periodici digitali. Questa differenza diminuisce per gli e-book (il 66,4% contro il 60,2%) e si inverte addirittura per i media elettronici audiovisivi (li offre il 59,7% delle Biblioteche pubbliche, contro il 56,6% di quelle scientifiche).
Invece, meno di un terzo delle biblioteche annovera banche dati nella propria offerta (31,6%). In questo caso si osserva una differenza particolarmente marcata tra le Biblioteche scientifiche (68,3%) e quelle pubbliche (18,8%).
Per il momento, i dati aggregati a livello svizzero riguardanti il numero di media elettronici ai quali le biblioteche sono abbonate non sono attendibili, poiché questo settore è ancora in evoluzione. Per il momento, vengono pubblicati solo i dati riguardanti singole biblioteche nella tabella dei dati individuali, ma non è possibile pubblicare i risultati calcolati a livello svizzero.
Le biblioteche non si limitano a dare in prestito documenti, mettono a disposizione degli utenti anche altri servizi. Nel 2021, le biblioteche svizzere erano dotate di circa 45 000 postazioni di lavoro, i due terzi delle quali (un po’ più di 30 000) nelle Biblioteche scientifiche. Ciascuna biblioteca svizzera ha messo a disposizione del pubblico in media 30 postazioni di lavoro, con grandi variazioni a seconda del tipo di biblioteca. Nelle Biblioteche scientifiche le postazioni riservate agli utenti erano in media 64, contro le 14 a disposizione in quelle pubbliche. Le biblioteche situate nei Comuni nucleo disponevano in media di 45 postazioni di lavoro, contro le 9 di quelle situate nei Comuni rurali o le 8 dei Comuni di agglomerato.
Le biblioteche propongono anche diversi eventi per il pubblico, quali manifestazioni, visite guidate, corsi e formazioni. Nella categoria sono state considerate anche le offerte svolte online o organizzate da attori esterni all’interno degli spazi della biblioteca. Nel 2021 le biblioteche svizzere hanno proposto in totale circa 50 000 eventi, contro un po’ meno di 40 000 l’anno precedente, pari a un aumento di circa il 25%. Nel 2021 le biblioteche hanno quindi offerto in media 33 eventi (contro i 27 del 2020).
Tre quarti degli eventi si sono svolti nelle Biblioteche pubbliche (poco più di 37 000 contro i 12 000 delle Biblioteche scientifiche). Una Biblioteca pubblica ha organizzato in media 36 eventi, contro i 26 di una Biblioteca scientifica. Il divario è quindi diventato più ampio rispetto all’anno precedente, quando non era stata rilevata alcuna differenza statisticamente significativa (2020: 28 eventi in media nelle Biblioteche pubbliche e 24 nelle Biblioteche scientifiche). Nel 2021 le Biblioteche pubbliche hanno offerto in media il 31,5% di eventi in più rispetto all’anno precedente; questo tasso è del 7,1% per le Biblioteche scientifiche.
I risultati vanno interpretati con prudenza in ragione di alcune difficoltà intervenute durante l’imputazione (mancanza di variabili ausiliarie, debole correlazione con alcune variabili ausiliarie, tasso di risposta basso e/o massiccia dispersione delle variabili).