Indicatore di legislatura: Tasso d’indebitamento della Confederazione


Estratto dall’obiettivo 1: per poter garantire anche alle generazioni future un margine di manovra politica abbiamo l’intenzione di perseguire un equilibrio sostenibile delle finanze della Confederazione.

Significato dell’indicatore: il tasso d’indebitamento mostra quanto la politica finanziaria attuale è sostenibile e in che misura l’onere finanziario dei progetti attuali sarà traslato sulle generazioni future. Date le opinioni discordanti circa l’entità del debito sostenibile, la politica determina i limiti di tolleranza. Nel 2003 in Svizzera è stato introdotto il freno all’indebitamento, che si propone di stabilizzare il debito lordo nominale e di limitare l’incremento delle uscite all’evoluzione delle entrate.
L’indicatore mostra l’entità del debito lordo della Confederazione in rapporto al prodotto interno lordo a prezzi correnti, ovvero in rapporto alla prestazione economica nazionale.

Obiettivo quantificabile: il tasso d’indebitamento lordo della Confederazione (debito lordo in % del PIL) si stabilizza o si riduce rispetto al 2014 (16,8%).

Commento

Il tasso di indebitamento lordo della Confederazione, cresciuto negli anni Novanta, ha toccato il suo valore massimo nel 2003 (26,1%) ed è poi tornato a calare. Nel 2018 l’indebitamento ha raggiunto il 14,4%, 1,3 punti percentuali in meno rispetto all’anno precedente. In termini assoluti, nel 2018 il debito lordo è diminuito di 5,8 miliardi rispetto all’anno precedente, attestandosi a circa 99,4 miliardi di franchi.

La riduzione dell’indebitamento negli ultimi anni è riconducibile all’introduzione del freno all’indebitamento nel 2003. Nel complesso, anche il tasso d’indebitamento delle finanze pubbliche (Confederazione, Cantoni, Comuni, assicurazioni sociali) è diminuito. In modo analogo al freno all’indebitamento, nella maggior parte dei Cantoni esistono limiti posti al budget mediante complessi normativi di vario tipo che dal 2003 hanno consentito una diminuzione continua del tasso d’indebitamento anche nei Cantoni e nei Comuni.

Dal 1990 al 2002 la quota delle uscite (uscite ordinarie della Confederazione in percentuale del PIL) è passata dall’ 8,8% al 10,7% del PIL. Dal 2003 oscilla intorno al 10%. Nel 2018 ammontava al 10,2%, il che corrisponde al valore dell'anno precedente. Le uscite ordinarie comprendono anche gli interessi passivi che risultano dall'indebitamento della Confederazione. Questi oneri d’interessi (spese per gli interessi in percentuale delle uscite ordinarie della Confederazione) sono diminuiti a causa della riduzione del debito e dei bassi tassi d’interesse, passando dal 7,1% nel 2007 all’1,6% nel 2018.

Negli anni dal 2006 al 2013 il risultato ordinario dei finanziamenti della Confederazione è sempre stato positivo. Nel 2014, per la prima volta dal 2005, il risultato è stato negativo (-124 milioni di franchi), mentre nel 2018, così come nei tre anni precedenti, è tornato a essere positivo con 2938 milioni di franchi, generando una quota dell’eccedenza dello 0,4%.


Tabelle

Metodologia

L’indebitamento lordo della Confederazione comprende gli impegni correnti, gli impegni finanziari a breve termine (in particolare i debiti sul mercato monetario) e a lungo termine (in particolare le obbligazioni della Confederazione).

Il tasso d’indebitamento è definito come debito lordo della Confederazione in percentuale del prodotto interno lordo (PIL) a prezzi correnti. Rilevato annualmente, il tasso fa parte del rendiconto finanziario dell’Amministrazione federale delle finanze (AFF) ed è pubblicato con il consuntivo della Confederazione. I dati si discostano leggermente da quelli della statistica finanziaria, che per la Confederazione tiene conto anche di vari conti speciali (per es. settore dei politecnici federali e fondo per i grandi progetti ferroviari). La statistica finanziaria comprende i conti di tutte le finanze pubbliche e fornisce i dati per un confronto internazionale.

Il freno all’indebitamento si basa su una regola semplice, secondo cui sull’arco di un intero ciclo congiunturale le uscite non possono superare le entrate. Il limite massimo delle uscite è correlato all’ammontare delle entrate, corretto da un fattore (fattore k) che tiene conto della situazione congiunturale. In fasi di alta congiuntura la Confederazione deve conseguire eccedenze. Inversamente, in fasi di sottoutilizzazione delle capacità economiche, si tollerano deficit. Sull’arco di un intero ciclo congiunturale i conti sono quindi in equilibrio. La regola vale indipendentemente dal livello dell’onere fiscale. Essa ammette aumenti e diminuzioni d’imposta, che in quest’ultimo caso devono essere accompagnate da una diminuzione delle uscite.

Definizioni

Prodotto interno lordo (PIL)
Il prodotto interno lordo (PIL) è l’aggregato di riferimento per misurare l’attività economica. Esso corrisponde alla somma dei valori aggiunti creati dai diversi agenti economici residenti, più le imposte e meno i contributi ai prodotti. Il PIL viene calcolato a prezzi correnti e ai prezzi dell’anno precedente. L’evoluzione ai prezzi dell’anno precedente corrisponde alla crescita economica.

Contatto

Ufficio federale di statistica Sezione Ambiente, sviluppo sostenibile, territorio
Espace de l'Europe 10
CH-2010 Neuchâtel
Svizzera

Contatto

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