Risultati durante la pandemia di COVID-19

Prestazioni sociali per oltre 200 miliardi di franchi nel 2020

Nel 2020, anno contrassegnato dalla pandemia di COVID-19, le prestazioni sociali sono ammontate a 206 miliardi di franchi, in aumento di 20,4 miliardi di franchi (+11,1% in termini reali) rispetto al 2019. Tale progressione è in gran parte riconducibile alle prestazioni nell’ambito della disoccupazione (+14,1 mia. fr.), che includono l’indennità per lavoro ridotto e l’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus. L’ambito della vecchiaia e quello della malattia e delle cure sanitarie hanno contribuito all’aumento rispettivamente nella misura di 2,7 e 2,5 miliardi di franchi.

Evoluzione delle spese sociali tra il 1995 e il 2020
  1995 2005 2015 2018p 2019p 2020e
Mia. di franchi (a prezzi correnti) 85,9 125,3 168,0 179,9 186,0 205,6
Mia. di franchi (ai prezzi del 2015) 92,7 128,1 168,0 176,7 183,1 203,5
In franchi per abitante (ai prezzi del 2015) 13 200 17 200 20 300 20 800 21 300 23 600
p provvisorio
e estimated
Fonte: UST - Conto globale della sicurezza sociale (CGSS), versione del 20.12.2021.

Conseguenze della pandemia di COVID-19

Il reddito da lavoro nell’insieme dell’economia ha subito una diminuzione a seguito della pandemia di COVID-19 e in particolare a causa della riduzione temporanea delle attività o addirittura della chiusura di alcune aziende. Tuttavia, il sistema di sicurezza sociale è stato in grado di mitigarne gli effetti. Ad esempio, la Confederazione ha messo a disposizione 10,8 miliardi di franchi per finanziare le indennità per lavoro ridotto. È stata inoltre creata una nuova prestazione, l’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus, che nel 2020 ha sostenuto i lavoratori indipendenti con un contributo di 2,2 miliardi di franchi. Entrambe le prestazioni sono assegnate all’ambito della disoccupazione.

La pandemia di COVID-19 non ha avuto grandi ripercussioni sull’insieme delle spese sociali per malattia e cure sanitarie nel 2020: rispetto all’anno precedente, le prestazioni per malattia e cure sanitarie sono aumentate del 4,3%, e quindi nel complesso l’incremento è stato inferiore rispetto a quanto registrato tra il 2018 e il 2019 (+5,0%), mantenendosi in linea con la tendenza degli anni precedenti. Nel 2020 si sono osservati due sviluppi contrastanti. Da un lato, i costi degli infortuni sono stati inferiori, fatto riconducibile alle restrizioni temporanee indette per le attività economiche e in ampi settori della vita pubblica. Inoltre, molte operazioni sono state rinviate, con conseguente diminuzione dei contributi pubblici agli ospedali. Dall’altro, i costi del congedo per malattia pagato sono aumentati di pari passo con l’incremento del numero di assenze per malattia. Anche i costi dei test per le malattie infettive sono aumentati, e questo poiché nel 2020 i test per la COVID-19 sono stati messi a disposizione della popolazione gratuitamente nella maggior parte dei casi.

Storica impennata delle prestazioni sociali

L’aumento delle prestazioni sociali pari all’11,1% registrato nel 2020 è stato il più marcato dal 1990. L’ultimo forte incremento delle spese sociali si era verificato nel 2009 (+7,1%) a causa della grande recessione mondiale. A titolo di paragone, tra il 2000 e il 2019, il tasso medio di crescita delle spese sociali è stato del 2,9% all’anno. Se non si considerano i periodi di recessione economica, caratterizzati anche dall’aumento dei costi della disoccupazione, l’incremento delle prestazioni sociali riguarda principalmente la vecchiaia come pure la malattia e le cure sanitarie, i due ambiti principali della sicurezza sociale.

Spese sociali più alte in tutta Europa

Nella maggior parte dei Paesi europei, nel 2020 è stato registrato un aumento significativo delle spese sociali. Tuttavia, rispetto alla Svizzera (+11,1%), nei Paesi vicini l’incremento è stato un po’ più debole: Austria +9,1%, Italia +8,9%, Germania +5,7% e Francia +4,2%. In Europa, le spese sociali sono aumentate in particolare nelle isole di Malta (+26,7%), Irlanda (+20,1%) e Cipro (+19,3%). Nonostante la pandemia di COVID-19, solo alcuni Paesi hanno registrato una crescita contenuta delle spese sociali: ad esempio, la Svezia (+1,4%) e la Danimarca (+2,8%).

Record per le spese in percentuale del PIL

La quota delle prestazioni sociali misurate in percentuale del prodotto interno lordo (PIL) ha raggiunto livelli record in 16 dei 22 Paesi osservati. Nel contempo il livello del PIL si è sviluppato in modo diverso nei Paesi vicini: la recessione ha colpito soprattutto l’Italia (PIL: –8,9%) e la Francia (–7,9%) e solo in misura minore la Germania (–4,6%) e la Svizzera (–2,4%). In Svizzera, la variazione delle spese per le prestazioni sociali in percentuale del PIL rispetto all’anno precedente ammontava quindi a +3,5 punti percentuali, leggermente superiore a quella della Germania (+3,0) e inferiore alla variazione registrata in Francia (+4,1) e in Italia (+5,1). In Svizzera, ad esempio, le spese sociali del 2020 erano pari al 29,1% del PIL. Per i Paesi vicini, come Francia (35,3%), Italia (33,4%) e Germania (31,9%), sono state registrate quote ancora più alte.

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Nota

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