Comunicato stampa

Conti economici dell'agricoltura: stima 2017 Nel 2017 l'agricoltura svizzera è stata colpita dal gelo, ma dovrebbe raggiungere il pareggio grazie alle buone mietiture

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La produzione totale dell'agricoltura svizzera resiste bene alla pandemia di COVID-19

Neuchâtel, 03.10.2017 (UST) - Nel 2017 l'agricoltura svizzera dovrebbe nuovamente produrre un valore aggiunto lordo di circa 4 miliardi di franchi, generando un leggero aumento (+0,6%) rispetto all'anno precedente. Se i frutteti e le vigne hanno risentito del gelo, i raccolti di cereali sono nettamente migliori rispetto al 2016, mentre la produzione animale e i costi di produzione rimangono stabili. Queste prime stime per l'anno corrente si basano sui conti economici dell'agricoltura dell'Ufficio federale di statistica (UST).

Sulla base delle prime stime, l'UST prevede che la produzione totale dell'agricoltura svizzera sarà di 10,3 miliardi di franchi nel 2017, determinando una crescita dello 0,4% rispetto al 2016. Le spese di consumo intermedio (foraggio, energia, concimi, manutenzione e riparazioni, ecc.) ammontano a 6,3 miliardi di franchi, ovvero restano praticamente invariate rispetto all'anno scorso. Il valore aggiunto lordo, uguale al valore di produzione meno il consumo intermedio, è aumentato dello 0,6% tra il 2016 e il 2017.

Il valore aggiunto lordo è cresciuto dell'1,2% ai prezzi dell'anno precedente, cioè non tenendo conto del rincaro. Il volume di lavoro dell'agricoltura svizzera continua a diminuire ed è stimato all'1,6% rispetto al 2016. La produttività del lavoro, misurata attraverso il rapporto tra il valore aggiunto lordo e il volume di lavoro, è cresciuta del 3,5%. Dal 2011 la produttività del lavoro agricolo, dopo aver registrato un forte aumento a lungo termine (+25% dal 2000), tende a fluttuare.

Produzione vegetale contrastata, tra gelo e buoni raccolti

Il valore della produzione vegetale è simile a quello del 2016 (4,2 miliardi di franchi, +0,1%). Tuttavia il quadro è contrastato. Il gelo ad aprile ha fortemente danneggiato i frutteti, causando dei danni in una parte del vigneto, dove però si prevedono delle vendemmie abbondanti nonostante in alcuni casi la quantità d'uva sia ridotta. Il valore cumulato dei frutti, dell'uva e dei vini si avvicina a 0,9 miliardi di franchi, ovvero registra un calo del 14,0% rispetto al 2016. La produzione orticola è stimata a 0,7 miliardi di franchi, cioè registra una lieve riduzione (-0,8%) a causa di una diminuzione dei prezzi dovuta ai mercati talvolta saturi. Dopo il 2016 che è stato un anno mediocre, le condizioni sono state positive per le grandi colture. Si prevedono dei raccolti di quasi un milione di tonnellate di cereali (+34%), mentre si attendono dei buoni raccolti di oleaginosi, barbabietole da zucchero e patate.

La produzione animale sulla scia del 2016

Con un importo stimato a cinque miliardi di franchi, nel 2017 la produzione animale è cresciuta solo di poco rispetto al 2016 (+0,6%). La situazione del mercato lattiero è leggermente migliorata. Grazie alle forniture di latte paragonabili a quelle del 2016 e a un prezzo medio leggermente in aumento, si stima che il valore della produzione del latte sia di 2,1 miliardi di franchi (+1,1%). La domanda di bovini da macello continua a essere forte e, con 1,4 miliardi di franchi (-0,4%), il valore della produzione bovina rimane simile a quella del 2016. La situazione del mercato dei suini non è migliorata rispetto all'anno precedente, infatti ancora una volta il valore della produzione non supera 0,9 miliardi di franchi (-0,1%). Infine, l'avicoltura continua a essere in espansione così come si è constatato in questi ultimi anni. La produzione di pollame e di uova è stimata a quasi 0,6 miliardi di franchi (+2,1%).

I contributi pubblici, un'importante base per il reddito

L'apertura graduale dei mercati agricoli negli anni 1990 è stata accompagnata dall'introduzione di pagamenti diretti, che sono stati generalizzati nel 1999 e sottoposti a una riforma nel 2014. Da circa due decenni, i pagamenti diretti versati alle aziende agricole servono soprattutto a retribuire le prestazioni d'interesse generale. Stando alle prime stime basate sul bilancio della Confederazione, i contributi pubblici si mantengono a un livello analogo a quello dell'anno precedente (+0,4%). Con 2,9 miliardi di franchi, nel 2017 tali contributi rappresentano oltre il 22% delle risorse totali del settore agricolo svizzero, costituendo una base importante del reddito settoriale prodotto dall'agricoltura.

Aumento del reddito settoriale

Nel 2017 le entrate (produzione, contributi pubblici e interessi da riscuotere) sono cresciute di circa 50 milioni di franchi e le spese (consumo intermedio, ammortamenti, salari, fitti da pagare, interessi da pagare e imposte sulla produzione) sono diminuite di 20 milioni di franchi. Il saldo relativo al 2017, ovvero il reddito da impresa netto del settore agricolo (reddito settoriale) è stimato a 3,1 miliardi di franchi, in aumento del 2,2% rispetto al 2016 (+67 milioni di franchi). Il reddito settoriale retribuisce principalmente il lavoro e il patrimonio produttivo (capitale e terreno) di tutte le famiglie contadine in Svizzera.

I cambiamenti nell'agricoltura svizzera visti in prospettiva

Dall'inizio degli anni 1990 la gamma di prodotti agricoli svizzeri si è sviluppata. Negli ultimi anni del secolo scorso i prezzi dei cereali sono diminuiti della metà, a seguito della graduale apertura dei mercati agricoli. Pertanto, il valore monetario delle grandi colture (cereali, barbabietole da zucchero, oleaginosi, patate) è sceso rispetto alle colture speciali (frutta e verdura, viticoltura e orticoltura). Nel 1990 costituivano ancora il 12% del valore di produzione totale, contro il 17% delle colture speciali, mentre oggi la loro proporzione non supera il 8%, rispetto al 23% delle colture speciali.

Anche l'allevamento ha subito cambiamenti. Seppure il latte rimanga uno dei simboli dell'agricoltura svizzera, costituisce ormai solo il 20% della produzione totale, contro il 24% nel 1999. Ha subito un decremento anche la quota dei suini, passata dal 12% al 9%. Dopo la retrocessione registrata negli anni 1990, la proporzione della produzione bovina è pari a circa il 13%, ovvero quasi il livello degli anni 1990. L'avicoltura (pollame e uova) raggiunge ormai il 6% della produzione totale.

Informazioni complementari, come tabelle e grafici, si trovano nel PDF seguente.


 

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Nel 2017 l'agricoltura svizzera è stata colpita dal gelo, ma dovrebbe raggiungere il pareggio grazie alle buone mietiture
(PDF, 7 pagine, 1 MB)


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