Communiqué de presse

Condanne degli adulti nel 2017 Lieve calo delle condanne penali degli adulti nel 2017

Versione ripubblicata il 24 giugno 2019

Il comunicato stampa e le due tabelle pubblicate in relazione all’interpretazione del catalogo dei reati di cui all’articolo 66a capoverso 1 lettere e ed f CP erano stati tolti dal sito Internet dell’UST il 6 giugno 2018 a seguito di pareri controversi nell’opinione pubblica. Le spiegazioni dettagliate sui risultati attuali sono disponibili nel rapporto metodologico «Attualità UST» e nel comunicato stampa del 24 giugno 2019. Tali informazioni e tutti i dati pubblicati nel 2018 e nel 2019 sono disponibili qui: https://www.bfs.admin.ch/news/it/2019-0113

Neuchâtel, 4 giugno 2018 (UST) - Nel 2017 sono state iscritte al casellario giudiziale 105 000 condanne di adulti, ovvero il 5% in meno rispetto al 2016. La pena pecuniaria con la condizionale restava la sanzione comminata più spesso (87%), che sin dal 2007 prevale di gran lunga sulla privazione della libertà. Nel 2017 si annoverano 1039 condanne seguite da espulsione. Sono questi alcuni recenti risultati elaborati dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Il calo generale del 5% delle condanne di adulti iscritte al casellario giudiziale pronunciate per crimini o delitti riguarda sia le infrazioni al codice penale (-7%) che quelle relative alla legge sulla circolazione stradale (-4%), alle legge federale sugli stranieri (-6%) o alla legge sugli stupefacenti (-8%).

1039 espulsioni nel 2017

Le nuove disposizioni legali in materia di espulsione sono entrate in vigore il 1° ottobre 2016. Nel 2017 sono state iscritte al casellario giudiziale 1039 espulsioni, l'88% delle quali obbligatorie. Queste condanne riguardano principalmente persone soggiornanti in Svizzera senza permesso B o C (86%), vale a dire titolari di altri tipi di permesso di dimora (permesso di dimora temporaneo, richiedenti l'asilo, ecc.), turisti o persone soggiornanti illegalmente in Svizzera. La maggior parte delle persone interessate erano di sesso maschile (92%).

Aumentano le espulsioni in caso di pena detentiva

Il 2017 è stato anche un anno di transizione per quel che riguarda le espulsioni. Infatti gran parte delle condanne riguardavano reati commessi prima del 1° ottobre 2016, quando non potevano ancora essere accompagnate dall'espulsione. In base alle attuali disposizioni legali, un'espulsione obbligatoria sarebbe possibile in ben 1210 condanne (si vedano le spiegazioni qui di seguito). È stata decisa un'espulsione nel 54% dei casi [nel 69% dei casi secondo la 2a tabella, pubblicata il 6 giugno 2019, che interpreta in modo alternativo l’articolo 66a capoverso 1 lettere e ed f CP]. Questa percentuale varia a seconda del permesso di dimora della persona condannata e a seconda del tipo e della durata della condanna.

Il 10% dei titolari di permessi B o C è stato condannato all'espulsione. È stata decisa un'espulsione nel 71% delle condanne di altre persone di nazionalità straniera. La quota di espulsioni pronunciate era dell'80% per le condanne comportanti una pena detentiva. Considerando unicamente le condanne a pene detentive di più di sei mesi, questa quota arriva quasi al 90%. Nel caso di pene detentive di meno di sei mesi, tale quota scende al 17%. La quota di espulsioni pronunciate più bassa (3%) è quella che riguarda le condanne comportanti una pena pecuniaria.

Primato della pena pecuniaria con la condizionale dal 2007

Il 1° gennaio 2018 è entrato in vigore il nuovo diritto in materia di sanzioni. Questa revisione del Codice penale conferma il primato delle pene pecuniarie, seppur riducendone il campo di applicazione.

Dall'introduzione delle pene alternative nel 2007, la pena pecuniaria è la sanzione pronunciata più spesso (87% nel 2017). Anche se, d'ora in poi, la pena pecuniaria non potrà superare le 180 aliquote giornaliere (prima erano 360), la revisione del 2018 non dovrebbe avere ripercussioni degne di nota sulla prassi vigente. Infatti, nel 2017 solo l'1% delle pene pecuniarie prevedeva più di180 aliquote giornaliere.

Nella maggior parte dei casi la pena pecuniaria era assortita dalla condizionale (81% nel 2017). Da notare che le pene pecuniarie senza la condizionale sono comunque aumentate progressivamente, passando dall'11% del 2007 al 18% del 2017.

Calo temporaneo delle pene detentive di breve durata senza la condizionale nel 2007

Nel 2006 la pena detentiva era la sanzione pronunciata più di frequente (62%). Nella maggior parte dei casi era assortita dalla condizionale (75% dei casi). Dal 2007, con l'introduzione delle pene alternative, la pena detentiva non ha mai rappresentato più del 14% dell'insieme delle pene comminate e, nel 2017, questo valore era sceso all'11%. Nella maggior parte dei casi questa pena non prevedeva la condizionale (64% dei casi nel 2007 e 72% nel 2017).

Tuttavia, nell'ambito delle pene detentive di breve durata senza la condizionale (di meno di sei mesi), i cambiamenti sono meno significativi: anche se il numero di pene detentive di breve durata senza la condizionale è sceso fortemente tra il 2006 e il 2007 (passando da 11 496 a 3646), è aumentato tra il 2008 e il 2013 (salendo a quota 9234, ovvero come agli inizi del 2000). Dal 2014 la tendenza è di nuovo in calo. In futuro sarà importante seguire queste evoluzioni con attenzione, poiché la revisione del 2018 favorisce le pene detentive di breve durata.

Poche condanne a lavori di pubblica utilità

Dal 2007 i lavori di pubblica utilità non hanno mai rappresentato più del 5% dell'insieme delle pene pronunciate. Negli ultimi otto anni il numero di condanne a lavori di pubblica utilità è persino diminuito in maniera costante (-51% tra il 2009 e il 2017). Quindi le condanne a lavori di pubblica utilità sono state rare. Da notare che, con la revisione del 2018, i lavori di pubblica utilità non fanno più parte del catalogo delle pene, ma sono diventati un tipo di esecuzione specifico per determinate sanzioni.

Informazioni complementari, come tabelle e grafici, si trovano nel PDF seguente.


 

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Lieve calo delle condanne penali degli adulti nel 2017
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