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Ricerca e sviluppo in Svizzera nel 2021 Quasi 25 miliardi investiti nella ricerca in Svizzera nel 2021

25.05.2023 - Nel 2021 la Svizzera ha destinato 24,6 miliardi di franchi alla ricerca e allo sviluppo (R+S), pari a un aumento annuo medio del 4% rispetto al 2019, anno dell'ultima indagine. Queste attività sono state realizzate principalmente all'interno di scuole universitarie (28%) e di imprese private (68%) da poco meno di 140 000 persone. Nel raffronto internazionale, la Svizzera rimane tra le economie più intensamente attive nella ricerca. È quanto emerge dai principali risultati della statistica sulla ricerca e lo sviluppo in Svizzera realizzata dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Nel 2021 i vari settori economici hanno stanziato 24,6 miliardi di franchi per attività di ricerca e sviluppo in Svizzera, il che costituisce un aumento annuo medio del 4% rispetto al 2019. Malgrado il contesto particolare dovuto alla pandemia di COVID-19, questo aumento è in linea con la tendenza osservata dall'inizio degli anni 2000. Nel 2021 anche l'intensità della ricerca, che si misura attraverso il rapporto tra le spese intra-muros per R+S e il prodotto interno lordo, ha raggiunto un nuovo picco, con il 3,4%. Questo dato denota l'importanza che la Svizzera attribuisce alle attività di ricerca. A livello internazionale, la Svizzera è il quarto Paese in termini di intensità di R+S in una classifica che vede Israele (5,6%) al primo, la Corea del Sud (4,9%) al secondo e gli Stati Uniti (3,5%) al terzo posto.

Le attività di ricerca sono principalmente svolte da imprese e scuole universitarie

Le scuole universitarie e le imprese private sono i principali produttori di ricerca in Svizzera. In questi due settori si realizza il 96% delle attività di ricerca condotte sul territorio elvetico. Nel 2021 le scuole universitarie hanno speso un po' più di 6,9 miliardi di franchi per attività di ricerca, vale a dire il 28% del totale delle spese di R+S in Svizzera.

Per le imprese private le spese di R+S nel 2021 hanno raggiunto i 16,8 miliardi di franchi, ossia il 68% del totale. I due settori rimanenti (la Confederazione e le istituzioni senza scopo di lucro) svolgono un ruolo marginale nella produzione di ricerca in Svizzera, rispettivamente con 231 e 642 milioni di franchi, cioè, insieme, circa il 4% del totale.

In tutti i settori si è osservata una crescita uniforme delle spese di R+S tra il 2019 e il 2021, con tassi annui medi compresi tra il 2 e il 4%.

Forte sostegno dello Stato per la ricerca nelle scuole universitarie

Lo Stato, costituito dalla Confederazione e dai Cantoni, svolge un ruolo importante nel finanziamento della ricerca in Svizzera. Vi contribuisce nell'ordine di 6,6 miliardi di franchi (il 27% del totale), la maggior parte dei quali va al settore delle scuole universitarie. Dal 2019, la cifra è progredita in media del 3% all'anno. Lo Stato finanzia anche programmi e progetti di ricerca internazionali. Tuttavia, nel 2021 è stato registrato un notevole calo dei finanziamenti della ricerca all'estero (in media -41% all'anno rispetto al 2019). Questo calo è dovuto alla cessazione dei pagamenti alla Commissione europea per il programma quadro di ricerca e innovazione dell'Unione europea, «Horizon Europe».

Il settore delle imprese private, invece, contribuisce al finanziamento della ricerca in Svizzera con 16,2 miliardi di franchi, che corrispondono ai due terzi delle spese totali. 15,4 miliardi della somma succitata sono destinati alle attività di ricerca all'interno del medesimo settore. Nel contempo, le imprese finanziano anche in modo sostanziale attività di ricerca condotte oltre confine (2021: 7,1 mia. fr.). Questi fondi sono destinati principalmente a filiali all'estero appartenenti agli stessi gruppi di imprese. 

Un personale di R+S composto principalmente da ricercatori

Nel 2021, quasi 140 000 persone erano impiegate nella ricerca in Svizzera, con un aumento annuo medio del 2% dal 2019. Espresso in equivalenti a tempo pieno (ETP), il personale di R+S rappresenta poco più di 90 800 ETP, il 57% dei quali sono posti da ricercatori. La maggior parte delle persone che svolgono attività di ricerca lavora nel settore universitario (54%). Se espresso in termini di ETP, il personale di R+S è però più numeroso nelle imprese private. Questa differenza si spiega con il fatto che la media del tempo che ogni persona dedica alle attività di R+S è più alta nel settore privato.

Le donne occupano poco più di un terzo dei posti di lavoro (36%). Negli ultimi anni questa quota è rimasta stabile, con un aumento del numero di donne simile a quello del resto del personale attivo in ambito di R+S. Tuttavia, la percentuale di donne varia notevolmente da un settore all'altro. Nelle imprese private rappresentano un quarto del personale dedito ad attività di R+S, mentre sono molto più presenti nella Confederazione (42%) e nelle scuole universitarie (46%).

Informazioni complementari, come tabelle e grafici, si trovano nel PDF seguente.


 

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