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Statistica delle cause di morte 2020 Nel 2020 la terza causa di morte in Svizzera è stata la COVID 19

29.08.2022 - Mentre in un anno normale in Svizzera si verificano circa 70 000 decessi, nel 2020, caratterizzato dalla pandemia, se ne sono verificati 76 195, il 12,4% in più rispetto all’anno precedente. Questo incremento è riconducibile alla pandemia di COVID-19. Nel 2020 la quota di decessi con COVID-19 come causa principale di morte ammontava al 12,2%, situandosi quindi al terzo posto dopo le malattie cardiovascolari (26,9%) e i tumori (22,2%). Questo è quanto emerge dalla statistica delle cause di morte 2020 dell’Ufficio federale di statistica (UST).

Il monitoraggio della mortalità svolto in modo continuativo dall’UST, che conteggia il numero settimanale di decessi, ha evidenziato un primo periodo di sovramortalità in marzo e aprile del 2020. Un secondo periodo si è presentato da ottobre 2020 a gennaio 2021. Nel complesso, nel 2020 rispetto a quanto previsto sono decedute 8739 persone della fascia di età dai 65 anni in su e 301 di quella dai 0 ai 64 anni in più (risp. il 46,9 e l’11,7% in più). 

Il primo decesso per COVID-19 segnalato all’UST è stato quello di una donna di 72 anni avvenuto il 5 marzo 2020 nel cantone di Vaud. Nel 2020 sono decedute 9294 persone residenti in Svizzera per COVID-19 come causa principale di morte. Nella fascia di età dai 65 anni in su, si è trattato di 4676 uomini e 4306 donne; in quella da 0 a 64 anni, di 226 uomini e 86 donne. Ciò corrisponde a un tasso di mortalità standardizzato per età di 555,2 persone ogni 100 000 abitanti nella fascia di età dai 65 anni in su e di 4,4 persone ogni 100 000 abitanti in quella da 0 a 64 anni. 

Deceduti per COVID-19 più uomini che donne e più anziani che giovani

Tra le persone decedute per COVD-19, il 52,7% erano uomini e il 47,3% donne. La differenza per sesso è particolarmente evidente nella fascia di età da 0 a 64 anni, dove il decesso di uomini ammontava al 72,4% e quello di donne al 27,6% dei casi. Nella fascia di età dai 65 anni in su si è trattato nel 52,1% dei casi di uomini e nel 47,9% di donne. Il tasso di mortalità (tasso di mortalità standardizzato per età ogni 100 000 abitanti) dovuto alla COVID-19 si è attestato a 64,8 per gli uomini e a 35,5 per le donne.

La mortalità dovuta alla COVID-19 aumenta notevolmente a partire dai 65 anni di età

Sebbene spesso a morire di COVID-19 siano state soprattutto le persone anziane, sono stati colpiti anche i giovani, persino un neonato e un bambino di età inferiore ai 2 anni. Nella fascia di età da 15 a 44 anni sono morte di COVID-19 15 persone e in quella da 45 a 64 anni 295. Si contano inoltre 991 decessi di persone tra i 65 e i 75 anni, 2847 di persone tra i 75 e gli 85 anni e 5144 di persone dagli 85 anni in su; in quest’ultima fascia di età, il rapporto è pari a 2235 decessi per COVID-19 ogni 100 000 abitanti.

Anni potenziali di vita persi a causa della COVID-19

L’indicatore degli anni potenziali di vita persi (APVP) è riferito alla mortalità prematura. Nella statistica delle cause di morte dell’UST, si riferisce a tutti i decessi avvenuti prima dei 70 anni, mettendo quindi in evidenza l’importanza di una malattia per le persone giovani. A causa della COVID-19 sono andati persi 3357 anni potenziali di vita per gli uomini e 1278 per le donne. Ciò significa che a causa della COVID-19 gli uomini hanno perso un numero di APVP di 13 volte superiore a quelli persi per l’influenza e le donne di 9 volte superiore.

Gli APVP a causa della COVID-19 si situano per gli uomini al quarto posto dopo i tumori, le cause esterne e le malattie cardiovascolari; per le donne si situano al quinto posto dopo i tumori, le cause esterne, le malattie cardiovascolari e le malattie degli organi respiratori. Il numero di APVP calcolato tende a essere piuttosto basso perché il limite di età di 70 anni utilizzato è basso rispetto all’aspettativa di vita media e la COVID-19 ha colpito soprattutto persone anziane. Tra gli uomini deceduti per COVID-19, l’età media era di 82,2 anni; per le donne di 86,2.

Incremento delle malattie cardiovascolari e delle cause esterne

Negli ultimi 10 anni (dal 2010 al 2019) il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari è diminuito del 41,3% per gli uomini e del 32,7% per le donne. Nel 2020, 131 uomini su 100 000 e 87 donne su 100 000 sono deceduti per malattie cardiovascolari. Rispetto al 2019, ciò rappresenta un aumento del 2,3% per gli uomini (+454 decessi) e una differenza dello 0,1% per le donne (+156 decessi). 

Il tasso di mortalità per cause esterne, come infortuni e azioni violente, negli ultimi dieci anni è diminuito del 19,1% per gli uomini e dell’11,5% per le donne. Nel 2020 a morire per queste cause sono stati 38 uomini e 19 donne ogni 100 000. Rispetto al 2019, ciò rappresenta una differenza dello 0,5% per gli uomini (+20 decessi) e un aumento del 3,3% per le donne (+28 decessi).

Diminuzione dei tumori e delle malattie dell’apparato respiratorio

Anche di tumore negli ultimi dieci anni sono decedute sempre meno persone. Tra il 2010 e il 2019 il tasso di mortalità è diminuito per gli uomini del 23,2% e per le donne dell’11,6%. Nel 2020 sono deceduti per tumore 138 uomini e 96 donne ogni 100 000. Rispetto al 2019, ciò rappresenta un ulteriore calo del 3,3% sia per gli uomini (–98 decessi) sia per le donne (–164 decessi). 

Per quanto riguarda i decessi dovuti a malattie dell’apparato respiratorio, negli ultimi dieci anni si è constatato un andamento stabile, senza grandi oscillazioni. Nel 2020 i decessi per malattie degli organi respiratori sono stati 27 ogni 100 000 per gli uomini e 17 ogni 100 000 per le donne. Rispetto al 2019, ciò rappresenta un calo rispettivamente del 17,6% (–383 decessi) e del 20,7% 
(–421 decessi).

Meno suicidi tra gli uomini

Negli ultimi dieci anni, il tasso di suicidi tende a diminuire leggermente. Nel 2010, ogni 100 000 persone del sesso corrispondente, era di 16,5 per gli uomini e 6,2 per le donne e nel 2019 di 14,6 per gli uomini (742 uomini) e 5,3 per le donne (276 donne). Nel 2020 si sono tolti la vita 696 uomini e 276 donne. Ciò corrisponde a un tasso di suicidio pari a 13,7 uomini e 5,4 donne ogni 100 000 abitanti. Questo significa che rispetto all’anno precedente per gli uomini il numero di suicidi è diminuito del 6,2%, mentre per le donne è rimasto esattamente lo stesso.

Informazioni complementari si trovano nel PDF seguente.


 

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