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Statistica svizzera

Basi statisticheDefinizioni

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Ciclo economico
Il ciclo economico indica le variazioni dell’attività economica che si ripetono con una certa regolarità. I cicli sono caratterizzati da periodi consecutivi di crescita e di recessione. La recessione è caratterizzata da una flessione marcata dell’attività economica che, a causa della sua durata e della sua dispersione, si differenzia dalle abituali variazioni dell’attività economica. I punti d’inversione collegano le diverse fasi del ciclo. Il prodotto interno lordo (PIL) è l'indicatore privilegiato per misurare e analizzare i cicli. (899)
Città
Comuni con almeno 10'000 abitanti. (390)
Contributo alla crescita
Il contributo di un settore o di una branca di attività economica permette di misurare, in termini relativi, l’impatto dell’evoluzione del valore aggiunto lordo (VAL) sulla crescita del prodotto interno lordo (PIL). (902)
Economia di mercato
L’economia di mercato è costituita dall’insieme degli attori economici attivi sul territorio economico di un paese che seguono una logica di redditività e che applicano strategie per incrementare la propria produttività. Rispetto al prodotto interno lordo, l'economia di mercato non comprende il valore aggiunto delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni senza scopo di lucro a servizio delle economie domestiche. (ISLED). (901)
Grandi Regioni
Regione del Lemano: Vaud, Vallese, Ginevra
Espace Mittelland: Berna, Friburgo, Soletta, Neuchâtel, Giura
Svizzera nordoccidentale: Basilea Città, Basilea Campagna, Argovia
Zurigo: Zurigo
Svizzera orientale: Glarona, Sciaffusa, Appenzello Esterno, Appenzello Interno, San Gallo, Grigioni, Turgovia
Svizzera centrale: Lucerna, Uri, Svitto, Obvaldo, Nidvaldo, Zugo
Ticino: Ticino (657)
Intensità capitalistica
L’intensità capitalistica è data dal rapporto tra il capitale e il lavoro. Un valore superiore a un’unità sta a indicare che, nel processo di produzione, l’economia utilizza più capitale che lavoro. Si parla allora di economia ad alta intensità di capitale. L’intensità capitalistica indica l’ammontare delle prestazioni in capitale per ora di lavoro. (898)
Intervallo di confidenza
Siccome le rilevazioni campionarie contengono soltanto una parte della popolazione interessata (universo statistico di base), esiste forzatamente un’incertezza nei risultati. Questa incertezza dipende dalla grandezza del campione, dal tasso di sondaggio e di risposta, così come dalla dispersione della variabile d’interesse nella popolazione. Se la rilevazione si basa su un campione casuale – ciò che è sempre il caso all’Ufficio federale di statistica - è possibile quantificare l’incertezza calcolando un intervallo di confidenza i cui margini sono tanto più distanti quanto più l’incertezza dei risultati è grande.
Un intervallo di confidenza dipende dal suo “livello di confidenza”, ossia il grado di certezza del risultato, il più sovente fissato a 95%. Se supponiamo che il parametro da valutare si trova nel intervallo di confidenza, il nostro rischio d’errore a lungo termine è limitato al 5%. Più precisamente, ciò significa che, se la rivelazione fosse ripetuta un gran numero di volte in maniera indipendente e nelle stesse condizioni, in media il 95% degli intervalli ottenuti conterrebbero effettivamente il parametro. In pratica, tuttavia, la rilevazione non viene ripetuta. La definizione dell’intervallo di confidenza implica dunque che non è totalmente escluso – ma improbabile – che alcuni intervalli di confidenza calcolati non contengano il parametro.
Se il valore stimato si trova precisamente nel mezzo dell’intervallo di confidenza, si parla di un intervallo simmetrico. Nel caso contrario l’intervallo è asimmetrico. Per i quantili per esempio, si danno generalmente degli intervalli di confidenza asimmetrici. (783)
Media aritmetica

La media aritmetica, detta anche semplicemente media, corrisponde alla somma dei valori osservati divisi per il loro numero. In notazione matematica il valore medio di un numero n di valori x1, x2 a xn è definito come x = (x1 + x2 + … + xn) / n.

A differenza di un’altra misura di tendenza centrale frequentemente utilizzata, la mediana (si veda definizione), la media aritmetica è fortemente influenzata dai valori estremi. Se i valori sono distribuiti in maniera simmetrica, la media aritmetica coincide con la mediana. Se la distribuzione è asimmetrica (per es. nel caso dei redditi), la media aritmetica è superiore alla mediana se i valori estremi sono alti ed inferiore alla mediana se i valori estremi sono bassi. Più accentuata è l’asimmetria, maggiore è la differenza tra la media aritmetica e la mediana. Il ricorso alla media aritmetica è pertanto pertinente unicamente se la distribuzione è pressoché simmetrica. La media ponderata, che attribuisce un peso a ogni osservazione, costituisce una variante della media aritmetica. (748)

Mediana, quartili inferiori e superiori

La mediana o valore centrale suddivide un insieme ordinato di valori osservati in due parti di pari grandezza, l’una comprendente i valori superiori alla mediana, l’altra i valori inferiori.

In notazione matematica, la mediana di n osservazioni x1, x2 a xnx(1) < x(2) < < x(n).

Se n è dispari, la mediana corrisponde al valore situato al centro dell’insieme: x((n+1) / 2).

Se n è pari, la mediana si situa tra le due osservazioni situate al dentro dell’insieme: (1/2)x(n/2) + (1/2)x((n/2) + 1).

A differenza di un’altra misura di tendenza centrale frequentemente utilizzata, la media aritmetica (si veda definizione), la mediana non è influenzata dai valori estremi. Se i valori sono distribuiti in maniera simmetrica, la mediana coincide con la media aritmetica. Se la distribuzione è asimmetrica (nel caso dei redditi per es.), la mediana è inferiore alla media aritmetica se i valori estremi sono alti, mentre è superiore se i valori estremi sono bassi. Più l’asimmetria è marcata, più la differenza tra la media aritmetica e la mediana è grande. La mediana può anche essere utilizzata in caso di distribuzione asimmetrica. La mediana ponderata, che attribuisce un peso ad ogni osservazione, costituisce una variante della mediana.
Se si divide l’insieme ordinato di valori in quattro gruppi di grandezza uguale, il quartile inferiore si situa tra l’ultimo valore del primo quarto e il primo valore del secondo quarto d’osservazioni. Il quartile superiore si situa tra l’ultimo valore del terzo quarto e il primo valore del quarto quarto d’osservazioni. (8)

Misure di tendenza centrale
Una misura di tendenza centrale è un indicatore statistico definito matematicamente che descrive la distribuzione di una serie di valori. Le misure di tendenza centrale più conosciute sono la media aritmetica e la mediana (si veda definizioni). La media aritmetica e la mediana possono anche essere ponderate; è il caso quando le osservazioni non hanno tutte lo stesso peso. (749)
Popolazione

Le differenti definizioni della popolazione

in tedesco Pagina esterna. Il contenuto è aperto in una nuova finestra

in francese Pagina esterna. Il contenuto è aperto in una nuova finestra (135)

Prodotto interno lordo (PIL)
Il PIL è una misura della prestazione di un’economia nazionale nel corso di un anno. Misura il valore dei beni e dei servizi prodotti nel Paese, a condizione che non siano impiegati per produrre altri beni e servizi, in altre parole definisce il valore aggiunto. Il PIL è calcolato ai prezzi correnti e ai prezzi costanti d’un anno determinato. A prezzi costanti, l’evoluzione economica reale è rappresentata senza tenere conto dell’influenza dei prezzi. (208)
Prodotto nazionale lordo
Il prodotto nazionale lordo (PNL) rappresenta la ricchezza prodotta dai fattori di produzione residenti derivante da attività svolte sul suolo nazionale oppure all'estero.
Poiché il PNL è calcolato partendo dall'approccio del reddito, la nozione di reddito nazionale lordo gli è stata preferita. (905)
Produttività
All’interno di un’impresa, l’attività di produzione comprende l’uso combinato di fattori quali i macchinari, gli edifici, l’energia o il lavoro. Questi fattori possono essere raggruppati in diverse categorie. Per le analisi della crescita, i raggruppamenti principali sono il lavoro e il capitale. Il rapporto tra il valore aggiunto lordo (VAL) e uno dei fattori summenzionati indica la “produttività del fattore”. Grazie a questo rapporto è possibile misurare l’efficienza con la quale viene utilizzato un fattore di produzione o una combinazione di fattori di produzione. (893)
Produttività del capitale
La produttività del capitale permette di determinare l’efficienza degli investimenti, ovvero la loro capacità di generare valore aggiunto lordo (VAL). A livello di un paese, la produttività del capitale misura il prodotto interno lordo (PIL) per unità di input in capitale. (895)
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Ultima modifica: 23.10.2009
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