In generale, il mese di aprile 2012 è risultato variabile, poco soleggiato e localmente bagnato. A livello nazionale, le stazioni di rilevamento di MeteoSvizzera hanno registrato una temperatura mensile con uno scarto positivo di circa 1 °C rispetto alla norma 1961-1990. Il soleggiamento è invece stato nettamente deficitario, in alcune regioni è stato registrato solo poco più della metà della media. I quantitativi delle precipitazioni sono restati sotto la norma nella parte centrale e orientale del versante nordalpino, mentre nel Giura, all’ovest, nel Basso Vallese, nell’Alta Engadina e sul versante sudalpino il mese è risultato bagnato.
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Marzo 2012 è risultato molto mite, con uno scarto positivo a livello svizzero di 3,8°C rispetto alla norma 1961-1990. Dopo quello del 1994, è il mese di marzo più caldo da quando sono iniziati i rilevamenti meteorologici sistematici in Svizzera nel 1864. Considerando solo il sud delle Alpi, marzo 2012 risulta invece il più caldo mai registrato. Inoltre, sull’Altopiano, nel Vallese e nel Giura, è stato particolarmente povero di precipitazioni e in generale al nord ha fatto registrare un soleggiamento da primato. Al sud delle Alpi invece, il soleggiamento è stato generoso, ma non particolarmente elevato, e le precipitazioni hanno raggiunto quantitativi vicini a quelli normali.
Si chiude un anno ostico per il settore turistico ticinese costernato da continue flessioni della domanda, del volume di attività e del fatturato. Evoluzione negativa che si protrae anche nell'ultimo quarto dell'anno nelle due principali zone turistiche cantonali del Ceresio e del Verbano, mentre nelle altre zone si avverte almeno una maggiore vivacità, sebbene non sufficiente a risollevare una situazione che permane delicata. In prospettiva gli operatori si attendono ancora tempi difficili sia sulle sponde del Ceresio che del Verbano, mentre nelle altre zone turistiche potrebbe innescarsi un timido rialzo del volume di attività.
L'anno 2011 si è concluso con un deficit nei deflussi di tutti i corsi d'acqua del cantone, a causa delle scarse precipitazioni di ottobre e dicembre. Solo il mese di novembre è risultato più umido della media, sia nel Sottoceneri che nel Sopraceneri. A scala annuale i deflussi non hanno raggiunto i valori medi annui dei periodi di osservazione, assestandosi tra il 65% e l'80% di tali valori. Sempre a scala annuale, il lago Maggiore (+1 cm rispetto alla media annua) e il lago di Lugano (-4 cm) sono risultati nella media del periodo, ma l'andamento stagionale di entrambi i laghi è stato caratterizzato da significativi deficit, a fine giugno e a fine ottobre per il Maggiore, durante tutto il mese di ottobre per il lago di Lugano.
Sempre più fievole la progressione dell'industria manifatturiera ticinese. Il rallentamento, sin qui circoscritto solo all'industria d'esportazione, è ora ravvisato pure dalle aziende attive principalmente sul mercato interno. Nei prossimi tre mesi sono attese contrazioni dei livelli di produzione e dell'impiego. A sei mesi la situazione degli affari dovrebbe peggiorare soprattutto per quanto concerne l'industria orientata al mercato interno e risultare alquanto stabile per quella d'esportazione.
Nel corso dell'ultimo trimestre dell'anno il settore delle costruzioni inizia a risentire delle lievi ma continue flessioni avvertite sul fronte dell'edilizia che contrastano le buone progressioni del genio civile e dell'edilizia accessoria. Per i prossimi mesi gli imprenditori dell'edilizia principale si attendono un inasprimento dell'evoluzione congiunturale con possibili ridimensionamenti dell'organico (previsioni che potrebbero essere mitigate grazie alle riserve di lavoro). Pessimismo non condiviso dagli operatori dell'edilizia accessoria che restano fiduciosi sulla tenuta della tendenza positiva.
Le stazioni a bassa quota di MeteoSvizzera hanno rilevato una temperatura mensile di gennaio da 2 a 3 gradi superiore alla norma del periodo di riferimento 1961-1990, con lo scarto più basso al sud delle Alpi. In gran parte del paese il gennaio 2012 è stato bagnato: sul pendio nordalpino centrale e orientale, così come in vaste regioni dei Grigioni, sono stati misurati quantitativi del 150 fino al 300% della norma. Di conseguenza nelle Alpi si è avuto un innevamento inusualmente abbondante. Lungo le Alpi al sud le precipitazioni sono state normali, nelle altre regioni generalmente deficitarie. Sull'Altopiano e al sud il soleggiamento è stato superiore al normale, nel Giura e nelle Alpi inferiore alla media.
La temperatura mensile di dicembre a basse quote ha superato la norma di 2,5 fino a 3,5 gradi al nord delle Alpi e da 1 a 2 gradi al sud. In alta montagna invece, in base alle stazioni di rilevamento di MeteoSvizzera, la temperatura è risultata più o meno normale. Mentre sul versante sudalpino sono caduti soltanto un quarto o meno dei quantitativi di acqua normali per il mese, in molte parti al nord e nelle Alpi si sono registrati quantitativi dal doppio fino al triplo della norma. Durante i giorni di Natale nelle Alpi il tempo è stato magnifico, in generale invece nelle Alpi e nel Giura il soleggiamento è stato modesto, mentre è risultato nella norma altrove.
Il mese di novembre 2011 ha fornito tutta una serie di primati: in molte regioni della Svizzera è stato il novembre più asciutto dall'inizio delle misurazioni sistematiche incominciate circa 150 anni or sono, mentre in alta montagna la temperatura mensile ha fatto registrare valori eccezionali. Inoltre, il favonio ad Altorf ha originato il giorno più caldo finora rilevato in novembre e Glarona ha avuto la notte più mite. Infine, alcune stazioni hanno registrato il soleggiamento di novembre più abbondante della statistica.
Nel terzo trimestre dell'anno il settore delle costruzioni conferma la sua solidità grazie al buon andamento dell'edilizia accessoria e del genio civile e malgrado ancora una leggera flessione nell'edilizia. All'orizzonte si teme un possibile inasprimento della situazione degli affari nelle aziende dedite ai lavori di completamento così come nell'edilizia principale dove non sono da escludere possibili ridimensionamenti del personale. Prospettive negative che potrebbero essere attenuate dalle ancora ingenti riserve di lavoro.
L'industria manifatturiera ticinese si conferma in frenata. Tra le cause del rallentamento, avvertito soprattutto nell'industria d'esportazione, lo stallo degli ordinativi e, alla base, l'apprezzamento del franco nei confronti delle valute straniere. Dinamica che si ripercuote negativamente sulla situazione reddituale. Nei prossimi tre mesi si attendono riduzioni dei livelli di produzione e delle commesse. Pessimismo che coinvolge anche le aziende attive sul mercato interno per le quali si prevedono pure assestamenti dell'organico. A sei mesi la situazione generale degli affari dovrebbe peggiorare.
La dinamica negativa del commercio al dettaglio ticinese si accentua nel corso del terzo trimestre dell'anno. I problemi sino ad ora circoscritti alla piccola distribuzione si propagano contagiando pure le superfici commerciali di media e grande entità. Le importanti diminuzioni dell'afflusso clienti e i repentini apprezzamenti del franco nei confronti dell'euro affossano la cifra d'affari e gli utili trimestrali. Le prospettive espresse dai commercianti indicano che per l'intero settore le avversità dovrebbero protrarsi anche nei prossimi mesi.
Dai rilevamenti effettuati dalle stazioni meteorologiche di MeteoSvizzera, a livello nazionale l'ottobre 2011 risulta circa 0,6 gradi più caldo della norma 1961-1990. In molte regioni dalla Svizzera le precipitazioni sono restate sotto la media, in particolare in Ticino, all'ovest e in alcune parti del Vallese. Sul pendio nordalpino e nel nord dei Grigioni il mese è invece stato bagnato o persino molto bagnato, come nella regione di Davos. Nonostante le precipitazioni localmente abbondanti, in tutto il Paese il soleggiamento ha superato la norma, soprattutto nelle valli nord alpine battute dal favonio e sull'estremo sud del Ticino.
Il terzo trimestre 2011 è stato caratterizzato da due comportamenti chiaramente distinti: elevate portate in tutti i corsi d'acqua nel mese di luglio, con anche alcuni eventi alluvionali di rilievo nel Mendrisiotto e nell'alto Ticino, e, al contrario, condizioni sensibilmente deficitarie e di siccità nel mese di settembre, in cui in particolare il lago di Lugano ha raggiunto valori minimi da record per la stagione, a seguito degli scarsissimi apporti idrici dei suoi affluenti.
Anche il mese di settembre 2011 è stato uno dei settembri più caldi della serie climatologica di MeteoSvizzera, che parte dal 1864. Lo scarto positivo dalla norma 1961-90 ha generalmente raggiunto valori tra 2 e 3 gradi. A Lugano è stato addirittura il mese di settembre più caldo da quando si effettuano le misurazioni. Le precipitazioni registrate nei Grigioni sudorientali, in gran parte durante un singolo evento, sono risultate molto al di sopra delle medie, mentre nella regione di Ginevra e nel Ticino centro-meridionale sono state inferiori alla norma. Il soleggiamento è stato ovunque superiore alla media pluriennale 1961-90. In un contesto mite e secco si sono distinti il 18 e 19 settembre, con un'insolita irruzione dell'inverno che ha portato nei Grigioni accumuli di neve in quota eccezionali per la stagione.
Nella maggior parte delle regioni della Svizzera, l'agosto 2011 entra a far parte dei 5-10 mesi di agosto più caldi riscontrabili nelle serie di dati di MeteoSvizzera che partono dal 1864. Lo scarto positivo dalla norma (periodo di riferimento 1961-1990) comporta 2-3 gradi ed è dovuto principalmente al periodo canicolare verificatosi nella seconda metà del mese. Le precipitazioni sono risultate generalmente scarse, nonostante alcuni superamenti della norma dovuti a locali temporali con piogge intense. Il soleggiamento ha per contro superato quasi ovunque i valori normali.
L'industria manifatturiera mantiene il trend positivo ma riduce il ritmo di crescita, complice un aumento meno incisivo della produzione e lo stallo degli ordinativi. Sintomi di rallentamento che provengono dall'industria d'esportazione, mentre le aziende attive sul mercato interno per il momento mantengono il passo. Nei prossimi tre mesi si prospettano assestamenti nei livelli di produzione e degli ordini, stabili invece l'impiego come pure, a sei mesi, la situazione degli affari.
Come già il mese precedente, al sud delle Alpi e in Engadina il maggio 2011 è stato particolarmente caldo, con uno scarto positivo fino a 4 gradi nel Ticino centrale e meridionale. Sul resto del versante sudalpino la deviazione dalla media è stata tra 2,5 e 3,5 gradi, in Engadina attorno a 2,5 gradi. Il soleggiamento è risultato ovunque molto abbondante, in particolare in Ticino, dove i valori registrati si situano ai primi posti della statistica. Le precipitazioni sono state generalmente modeste in Ticino e nelle valli del Grigioni Italiano, mentre hanno raggiunto o anche superato la media in Engadina.
Da anni il mese di luglio non è più stato così fresco, bagnato e scarso di sole come nel 2011. Statisticamente, bisogna risalire al 2000 e al 1981 per trovarne di simili: in trent'anni, infatti, soltanto 3 volte luglio ha mostrato una combinazione così estrema dei principali elementi meteorologici.
Durante il secondo trimestre 2011 le portate nei corsi d'acqua hanno mostrato una certa variabilità sia spaziale che temporale. Ad aprile deflussi ancora nella media nel Sopraceneri e al contrario già scarsi nel Sottoceneri. In maggio la scarsità, seppur non così marcata, è risultata generalizzata, ancora con alcune differenze locali. In ripresa i deflussi nel mese di giugno grazie alle frequenti precipitazioni ma i quantitativi sono risultati globalmente ancora sotto i valori medi del periodo.
Nel 2010 si registra un aumento delle nascite (+21, per un totale di 2.953) e dei decessi (+110, per un totale di 2.971). Il saldo naturale, ossia la differenza tra questi due valori, risulta negativo e pari a -18 persone. Se l'evoluzione della popolazione del cantone dipendesse dal solo apporto naturale nel 2010 sarebbe quindi diminuita. Matrimoni e divorzi sono entrambi aumentati nel corso dell'ultimo anno. Con un effettivo di 1.681 i primi e di 885 i secondi, sono stati raggiunti dei nuovi valori record.
Il settore delle costruzioni conferma la propria robustezza anche in questo primo periodo del 2011: stabilità nelle performance, manifestata sia dalle imprese attive nell'edilizia principale che in quella accessoria, e condizioni complessivamente positive. Nei prossimi mesi la situazione degli affari dovrebbe migliorare nell'edilizia accessoria, rimanere invariata nel genio civile e lievemente peggiorare nell'edilizia. Tuttavia, in tutti i sottocomparti le riserve di lavoro sono elevate e si prospetta un generale aumento dell'impiego.
Non s'inverte la tendenza negativa del settore turistico ticinese segnata da nuove contrazioni del fatturato, della domanda e del volume di attività. Nei prossimi mesi, i ristoratori prevedono un miglioramento della situazione, mentre gli albergatori ancora tempi cupi. Complessivamente l'occupazione dovrebbe crescere.
Incessante avanzata dell'industria manifatturiera nuovamente stimolata da importanti rialzi della produzione e degli ordinativi. Miglioramenti avvertiti sia per le aziende prevalentemente attive sul mercato interno che per l'industria d'esportazione. Entrambi i sottocomparti manifestano pure una ritrovata stabilità della situazione reddituale. Nei prossimi mesi la congiuntura favorevole dovrebbe proseguire e potrebbe anche ripercuotersi positivamente sull'impiego.