Neuchâtel, Berna, Ginevra e Lione, 24.06.2010 (UST, ARE, OCSTAT, INSEE) - Il primo Audit urbano transfrontaliero è stato realizzato nello spazio urbano franco-valdo-ginevrino. Con 802'000 abitanti, questo spazio è di dimensione modesta su scala europea, ma si distingue per il dinamismo demografico e la giovane età della popolazione. Mentre la parte svizzera è caratterizzata principalmente da un aspetto cosmopolita e dall'elevato tasso d'attività, la parte francese si distingue per il maggior numero di proprietari che vivono nella propria abitazione e di famiglie con figli giovani. Questo Audit urbano transfrontaliero (2006) è stato realizzato dall'Ufficio federale di statistica (UST) e dall'Ufficio cantonale di statistica di Ginevra (OCSTAT), in collaborazione con l'Istituto nazionale della statistica e degli studi economici (INSEE, Lione) e l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE).
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Nel 2005 diversi Cantoni e città hanno rilevato, per la prima volta, una serie di indicatori della sostenibilità che servono come base per un monitoraggio a lungo termine della sostenibilità e per un confronto incrociato tra i Cantoni. Oggi vengono presentati i risultati del nuovo rilevamento.
Per raggiungere il servizio più vicino, nelle zone rurali si devono spesso superare distanze maggiori che nelle zone urbane. Alcuni servizi non si differenziano tuttavia di molto da una regione all'altra. Mentre tra il 1998 e il 2001 l'accessibilità ai negozi di generi alimentari è peggiorata, la distanza per i cinema e gli asili nido si è notevolmente raccorciata. Questo è quanto emerge da uno studio sull'accessibilità ai servizi alla popolazione realizzato dall'Ufficio federale di statistica (UST).
Innalzamento dello stato sociale, individualizzazione dei modi di vita, diffusione dell'alloglossia, progressione dell'invecchiamento - sono questi i fenomeni che hanno segnato la Svizzera tra il 1990 e il 2000. Ma questo schema evolutivo tipicamente urbano si estende sempre più anche alle altre zone del Paese. Ciononostante, le disparità regionali permangono inalterate poiché tali tendenze si accentuano nelle stesse città. Questo è quanto emerge da uno studio congiunto dell'Ufficio federale di statistica (UST) e dell'Istituto geografico dell'Università di Zurigo.
Nel 2001, il 20 per cento dei Comuni svizzeri disponeva di almeno una farmacia, il 43 per centro di uno studio medico e il 46 per cento di una banca. I negozi di alimentari, le scuole materne e dell'obbligo, i ristoranti e bar erano presenti, dal canto loro, dal 65 al 90 per cento dei Comuni svizzeri. Rispetto al 1995, si è riscontrato che per la maggior parte dei servizi considerati, la diminuzione del numero complessivo delle infrastrutture è stata accompagnata da una loro maggiore concentrazione nelle zone urbane. D'altra parte, in queste ultime, le distanze d'accesso sono sensibilmente più corte che nelle altre zone. Nei centri urbani, ad esempio, la farmacia più vicina era ubicata in media a meno di 700 metri, mentre nei Comuni agricoli a quasi 10 chilometri. Questi sono alcuni dei risultati che emergono da un'analisi elaborata dall'Ufficio federale di statistica (UST).
Con la sua seconda versione interattiva, l'«Atlante della Svizzera», frutto della collaborazione tra il Politecnico federale di Zurigo, swisstopo e l'Ufficio federale di statistica (UST), segna una nuova pietra miliare, unica a livello internazionale, nella cartografia. L'«Atlante della Svizzera 2» in quattro lingue è stato completamente riveduto: la parte 2D è stata ampliata dai 250 temi iniziali a oltre 1000 temi e la parte 3D mostra panorami e blocco-diagrammi da angoli visuali scelti liberamente, a cui possono essere sovrapposti temi e numerose informazioni sul terreno. Le carte 2D e 3D possono essere facilmente analizzate e combinate in molteplici modi, impostate secondo le proprie idee, memorizzate ed esportate. Si aprono così 1000 possibilità per esplorare le vedute e gli aspetti più svariati della Svizzera e utilizzare le informazioni.
I cinque grandi agglomerati della Svizzera (Zurigo, Basilea, Berna, Ginevra, Losanna) sono sempre più dominanti. È proseguito lo sviluppo delle aree metropolitane svizzere, che talvolta sconfinano nei vicini Paesi esteri. Al tempo stesso cambiano anche le strutture sociali delle città e i comportamenti in materia di mobilità. La tendenza alla crescita disordinata e il trasferimento di posti di lavoro nei dintorni dei centri si ripercuotono sulla direzione e sul volume del traffico pendolare. Oggi, quasi il 60 per cento degli svizzeri occupati lavora in un Comune diverso da quello di domicilio e quasi il 60 per cento va a lavorare in auto. In alcuni casi, i trasporti pubblici hanno perso - ad eccezione della ferrovia - importanti quote di traffico. Questi i risultati di due studi elaborati dalla società INFRAS (Berna) e dall'Istituto di geografia dell'Università di Losanna sulla base dei risultati del censimento della popolazione del 2000 su mandato del''Ufficio federale di statistica (UST) ed in collaborazione con quello dello sviluppo territoriale (ARE).
Se la fecondità, la mortalità e i flussi migratori continueranno ad evolvere come negli ultimi decenni, secondo lo scenario « tendenza » dell'Ufficio federale di statistica (UST) fra il 2001 e il 2040 la popolazione del Cantone di Svitto, di Zugo e di Friburgo aumenterà di oltre il 20 per cento, mentre la popolazione del Cantone di Basilea Città diminuirà di un po' meno del 20 per cento. Nel Cantone di Nidvaldo, la proporzione di persone di 65 anni e oltre passerà dal 13 per cento a più del 28 per cento nel 2040, mentre nel Cantone di Basilea Città segnerà solo una progressione dal 21 al 23 per cento. Su scala nazionale questa proporzione passerà dal 16 al 25 per cento.
Secondo i risultati del Censimento della popolazione, nel 2000 quasi 6 persone su 10, contro le 5 persone su 10 del 1990, lavorano al di fuori del loro comune di domicilio. Nonostante questo aumento, il tempo medio impiegato per recarsi sul luogo di lavoro è rimasto relativamente stabile dal 1970, come risulta dai dati in possesso dell'Ufficio federale di statistica (UST); l'automobile privata continua ad essere il mezzo di trasporto privilegiato, anche se il treno, nel corso degli anni '90, si è ritagliato un'importante fetta di mercato. Questi nuovi dati sul pendolarismo hanno consentito tra l'altro di ridisegnare la mappa degli agglomerati in Svizzera. Gli anni '90 hanno visto la progressiva espansione delle zone urbane ed il fenomeno continua ad essere attuale: a tutt'oggi, quasi 3 persone su 4 abitano in queste aree.
Con l'opera "Evoluzione della popolazione dei Comuni 1850-2000", l'Ufficio federale di statistica (UST) pubblica i risultati definitivi dell'ultimo censimento della popolazione e una rassegna completa dell'evoluzione demografica in Svizzera negli ultimi 150 anni. Analizzando l'evoluzione demografica, si osserva un'urbanizzazione dell'intero Altipiano, con un calo relativamente marcato del numero di abitanti nelle città-nucleo degli agglomerati. A fare le spese di questa evoluzione sono anche singole regioni del Giura e dell'arco alpino centrale e orientale.
L'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio UFAFP e l'Ufficio federale di statistica UST hanno presentato l'ultimo rapporto sullo stato dell'ambiente in Svizzera. Conclusione: sono stati compiuti alcuni passi in avanti, ma resta ancora molto da fare.